Ultimo aggiornamento: 04.09.10 ore 19.18
 
 


90 Day Men
Ricercatori in evoluzione
Panda Park (Southern / Wide 2004)

Alla base dei 90 Day Men vi è sicuramente una continua ricerca del nuovo, un continuo partire verso nuovi mondi e nuove mete. Messe da parte definitivamente le dissonanze di stampo "math" del primo lavoro "it(is)it critical band", i 90 Day Men, sembrano prendere le distanze anche dalle sonorità post di quel bellissimo lavoro che era "To everybody". L’ "ultimo nato" che porta il titolo di "Panda Park" suona infatti sorprendentemente diverso, diverso dal primo disco, diverso dal secondo ... diverso dai 90 Day Men. Ogni volta è una sorpresa per le orecchie. Restano le trame oscure che accompagnano da sempre la formazione di Chicago, ma quello che colpisce in Panda Park è una maggiore propensione verso un rock meno frastagliato rispetto a qualche anno fa, che attinge dal passato per guardare sempre più avanti, sempre più al futuro. Arrangiamenti pomposi e corposi con saliscendi di pianoforte a fare da padrone, come nella iniziale "Even time ghost..." o nella traccia numero 5 "Too late or too dead", imbastiscono trame dal sapore epico, quasi a far da supporto ad un "Orlando Furioso" dei giorni nostri. In "When your luck runs out", riaffiorano i meravigliosi fantasmi di "To everybody", quasi a riprendere le trame post del brano-capolavoro "Last night a DJ saved...". "Silver and Snow", riporta alla mente il Bowie di "Ziggy Stardust", sorprendendo proprio per la sua linearità vocale e strumentale, quasi fuori-posto in un percorso a zig-zag, come quello tracciato dai Nostri in Panda Park. A dar maggior irregolarità al tutto, la lunghissima traccia finale "Night Birds", vero e proprio monumento di psichedelia e prog, degna chiusura di un disco che per la sua grande drammaticità e per la vasta gamma di suoni ed arrangiamenti contenuti, sarebbe meglio definire "opera". Secondo il mio personalissimo punto di vista "To everybody" resta ancora il disco per eccellenza del quartetto di Chicago, anche se fare un paragone vero e proprio, risulta difficile proprio per la differenza di suoni e umori contenuti nella loro discografia ufficiale. Di certo resta il fatto che si sta parlando di "fuoriclasse", e i 90 Day Men con questo Panda Park, così ricco di colori e sfumature, così imprevedibile e diverso dai precedenti, dimostrano tutta la loro abilità di musicisti, un’incredibile maturità artisitca ed una continua ricerca, caratteristiche tali da collocare la formazione di Chicago tra le realtà musicali più interessanti e valide di questo inzio millennio.

Nazario Graziano

Link correlato: www.90daymen.com/

 Vedi anche:
90 Day Men, post .... e non solo (ASCOLTI)

 
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