Ultimo aggiornamento: 04.09.10 ore 19.18
 
 


Claudio Rocchetti
Una tela ricca di sfumature
The carpenter (Boring Machines/Wallace – 2009)

Masterizzato da Giuseppe Ielasi e licenziato da Boring Machines in compartecipazione con Wallace, “The carpenter” prosegue il discorso già intrapreso da Claudio Rocchetti con il precedente “Another piece of teenage wildlife” per Die Schachtel, nel solco di una ricerca sonora che, attraverso manipolazioni elettroniche, field-recordings e strumenti suonati, unisce istinto rumoristico-improvvisativo a cura ragionata e meticolosa dei dettagli, lasciando lievi pennellate melodiche su una tela ricca di sfumature.
Davvero prezioso il contributo di ogni singolo ospite invitato da Rocchetti: le note d’arpa di Beatrice Martini scalfiscono il denso flusso ambient di “Anna”; Jukka Riverberi dispensa in “Northern exposure” arpeggi malinconici di chitarra destinati a franare sotto una cascata di drones sferraglianti; il contrabbasso di Stefano Pilia si incunea nell’austera coltre psichedelica di “I came over the snow”; il canto di Margareth Kammerer ora si aggrappa alla gabbia di glitches scalpiccianti di “The black lake” ed ora si fa respiro inquieto inseguendo il battito post-techno di “Numbers”.
Tra suoni incidentali (“Arienti”) e narrazioni strutturate (la toccante “Mendelsshon”), “The carpenter” è un lavoro di notevole intensità, dalle cui increspature si dischiudono sensazioni inedite ad ogni ascolto.

Guido Gambacorta


Link correlato: www.mypace.com/claudiorocchetti


 
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