Nella San Gabriel Valley californiana, a metà strada tra Los Angeles e Pasadena, risiede una piccola comunità di accaniti indie-poppers raccolta sotto il tetto della Shmat label. Manifesto sonoro dell’etichetta va considerata “A map of the woods”, la compilation fatta uscire nel gennaio 2004 per presentare in modo adeguato tutto il roster al gran completo. Tra gli artisti di quella raccolta spiccava, con due brani di delicato lirismo, il nome degli Avoidance Theory, band composta da Bryan (chitarra, voce, batteria e tastiere) e Linda (voce, tastiere e percussioni).
E una di quelle tracce, la sopraffina “Summery action films”, è riapparsa nel dicembre 2004 all’interno di “The shape of trees”, il vero e proprio disco di debutto del duo dopo l’ep “Promise to the refrigerator” del marzo 2003.
Come le note familiari di un vecchio carillon, le canzoni degli Avoidance Theory rappresentano un piccolo tesoro da custodire gelosamente: i duetti tra Linda e Bryan sono pervasi dalla stessa magica intensità che siamo abituati a respirare nella musica dei Low, le increspature chitarristiche di “Hibernate” realizzano la sublimazione pop del suono Grandaddy e i timidi raggi di sole che filtrano attraverso la nebbiolina autunnale di “United organ” conferiscono tonalità pastello alle immagini melodiche di tutto il disco.
Il candore cristallino della title-track e l’apparente fragilità di “Neck to the woods” culleranno dolcemente i vostri pensieri. Sarà come risollevare il coperchio di quel vecchio carillon che giace dimenticato in qualche angolo della vostra soffitta.
Guido Gambacorta
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