Ultimo aggiornamento: 01.09.10 ore 19.35
 
 


Monkey Island
Urlo antifascista
Some of what you need and don’t need to know (Ultra Recordings / Foreign Affairs - 2004)

“Some of what you need and don’t need to know” - terzo lavoro dei londinesi Monkey Island - è un cd da applausi, di quelli che non si dimenticano tanto facilmente: 28 minuti di garage punk selvaggio e furioso eppure perfettamente calibrato, evoluto verso soluzioni “ragionate” che non sottraggono nulla in termini di energia fisica ma che valgono piuttosto ad accrescere la componente emozionale.
Un suono diretto e dinamico, punk nella sua vocazione iconoclasta, ma debitore tanto verso l’acid-rock “sudista” dei 13th Floor Elevators quanto nei confronti dei Black Sabbath figli degeneri del blues (l’armonica di Charlie Finke trasforma “Bedlam shake” in una possibile versione strumentale della sabbathiana “The wizard”), senza dimenticare il taglio new wave dell’inno antifascista “Mussolini’s teaspoons”.
Assolutamente incredibile è l’apporto delle voci del chitarrista Peter Bennett, del bassista Darren Searles e del batterista Jan Noble: ora sguaiate (“Do the lipsync”), ora spiritate (“Brand ex”), ora spinte al parossismo nell’apocalittico blues urbano alla Henry Rollins di “This is not”, ora tese a conferire sfumature “narrative” (il recitato di “14:25”) insolite per una band ascrivibile nell’area post-punk/garage-rock.
Volume dello stereo al massimo!


Guido Gambacorta


Link correlato: www.monkeyislanduk.com


 
ARCHIVIO ASCOLTI
 
 
 
© 2008 comunicazioneinterna.it | powered by nitro