Questo disco non contiene singoli da heavy rotation radiofonica e difficilmente sarà ricordato in qualche playlist di fine anno, ma se amate il rock’n’roll verace cantato in italiano non esiterete neanche un attimo a lanciarvi nel “bailamme generale” scatenato dai bergamaschi Gea.
Il lavoro di registrazione e missaggio svolto dall’ex One Dimensional Man Giulio Favero - il quale quest’anno aveva già messo mano all’ottimo esordio dei Super Elastic Bubble Plastic - salvaguarda al massimo la primitiva impronta dei pezzi e ce li consegna così in tutta la loro sanguigna abrasività.
La grinta dei Gea fa il resto, spingendo verso l’hard-grunge alla Soundgarden di “Acute mountain sickness”, lanciando assalti psych-stoner in “Mr Fantastico” o aggiungendo sventagliate di chitarra e sax sul martellante dialogo basso/batteria di “Svizzera rossa”.
Terzo tassello nella discografia dei Gea e un confortante inizio d’avventura per la neonata etichetta lombarda Il re non si diverte.
Guido Gambacorta
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