Ultimo aggiornamento: 01.09.10 ore 19.35
 
 


Trazeroeuno
Special


Esiste un’idea di “arte” come “scambio”, condivisione di risorse ed idee, momento di espressione autenticamente libera.
Esiste un’idea di “musica” come “dialogo”, spazio sonoro per esperienze grafiche e visuali, occasione di incontro tra competenze diverse.
Esistono infinite possibilità, tra zero e uno…

Ecco qua uno special dedicato alla Trazeroeuno: qualche domanda rivolta a Lucio Mondini e Stefano de Ponti - storici membri fondatori di questo laboratorio artistico - e subito dopo una guida all’ascolto utile per avvicinarsi al catalogo della label.




INTERVISTA


(COMINT): Ciao, raccontateci come e quando è nata Trazeroeuno e tratteggiateci un breve profilo di tutti i membri dello staff.

(Stefano): Trazeroeuno è un concetto che esiste da un po', almeno dal 2001... anzi precisamente dal giorno in cui l'euro ha preso il posto della lira. Non credo che questo abbia una grande valenza simbolica e chissà perché me ne ricordo...
Una sera di marzo al Todo Modo, graziosa creperia in zona Bovisa (Milano), ha aperto i suoi piccoli ma intimi spazi ad un evento che ha consacrato l'avvio di un progetto (trazeroeuno appunto) destinato a mutare nel tempo sotto molti aspetti: galleria "dartechenonesiste" on-line prima, galleria "dartechesarebbemegliononfossechiamatatale" itinerante in alcuni locali milanesi poi, fino all'attuale forma di "etichettaindipendenteautoprodottaobladìobladà".
Anche le persone sono cambiate nel corso del tempo, del nucleo iniziale sono rimasti solo Stefano e Lucio che insieme a Davide (un amico che successivamente ha abbandonato il progetto e l'Italia) sono stati i creatori, nel bene e nel male di 0-1.
Per maggiori dettagli: www.trazeroeuno.org sezione "about".... cercate i puntini di sospensione!
Attualmente viviamo una fase di transito e ci stiamo ri-organizzando. Le esperienze passate a posteriori possono essere interpretate come dei passi obbligati dei tentativi che ci hanno portato fino a questo momento nel quale forse ci sentiamo un po' più pronti per ridimensionare le nostre intenzioni e andare verso una direzione più definitiva.


(COMINT): Vi auto-presentate non solo come un’etichetta musicale in senso stretto ma anche come un contenitore per esperienze di grafica (elemento distintivo dei vostri lavori), fotografia e video-making. Che tipo di ricerche avete finora condotto, quali aspetti avete scandagliato e cos’altro vi piacerebbe sperimentare in questa prospettiva di contaminazione tra arti e progetti di diversa natura?

(Lucio): Diciamo che per noi l’importante è esprimersi, poi la forma con cui lo si fa può variare di volta in volta come rimanere immutata.
Data la varietà delle passate nostre produzioni, abbiamo sempre pensato che dovessero almeno avere un comune o particolare aspetto visivo, gli artwork di ogni album sono delle importanti introduzioni emotive a ciò che sarà poi la musica.
Rimanendo nell’ambito di Trazeroeuno non credo si siano fatte ricerche particolari, siamo sempre stati mossi dalla voglia di fare, di commentare e di analizzare. Tutto ciò ci ha semplicemente portati a realizzare prodotti che per noi sono interessanti:
con “Presenze” ed “Il Passato Riemerso” dei Passo Uno due diverse analisi del passato, ciò che ci arriva da questo e ciò che viene perso o trasformato; “Un’estate senza pioggia” di Hue è un viaggio riflessivo attraverso l’Italia ed alcuni dei suoi suoni; “Scarlet room” degli Un Cri Silencieux e “Impressioni” degli intersoul sono come due fotografie opposte, scattate in tempi e luoghi diversi; con i Kailash infine ci si avvia verso un pensiero onirico ed interiore per arrivare ad uno sfogo potente ed intenso.


(COMINT): Dal punto di vista esclusivamente musicale, non pensate che la varietà delle vostre proposte (electro-dub, post-rock, field recordings, rock sonico…) possa in qualche modo limitare la riconoscibilità del marchio Trazeroeuno?

(Stefano): L'eterogeneità delle nostre proposte musicali che fino ad ora ha caratterizzato 0-1 se paragonata ai diversi abiti che hanno vestito il progetto in questi anni assume un certo significato.
D'altro canto la cura estetica con la quale queste proposte venivano presentate ha dato al progetto una forte riconoscibilità. Parlo all'imperfetto poiché stiamo pensando di restringere il campo dei generi musicali che intendiamo promuovere e con i quali vorremmo lavorare. Anche se retorico devo ammettere che non amo le categorie.... mi limito a dire che è nostra intenzione d'ora in poi considerare prevalentemente generi "scuri" , "sospesi".


(COMINT): Qual è lo spazio di una realtà auto-prodotta come la vostra nel mercato discografico italiano?

(Stefano): Lo spazio c'è in misura di quanto ne vuoi ed è per lo più in relazione alla proposta che fai, ai compromessi ai quali vuoi scendere e a quelli che sono i tuoi scopi. Chiaramente noi siamo e vogliamo rimanere una realtà di nicchia, mantenendo così integra la nostra libertà di espressione, dove lo spazio non è un problema, ma quello che la fa da padrona è la visibilità e la considerazione, cosa che nel nostro caso sappiamo che potremo ottenere solo col tempo, sulla lunga distanza con costanza e cercando di migliorare la nostra proposta. Non a caso vogliamo restringere il numero delle nostre uscite così da concentrarci di più sulla qualità e a differenza dell'attitudine precedente sull'omogeneità del prodotto e sull'urgenza vera di comunicare qualcosa con esso.


(COMINT): Potete anticiparci qualcosa sulle vostre prossime mosse? L’ultima uscita risale ormai ad un anno fa…

(Lucio): Al momento stiamo proprio cercando di capire cosa fare ed in che modo, però se vogliamo sbilanciarci un pochino, fra qualche tempo uscirà qualcosa di nuovo dei Passo Uno, molto probabilmente la musicazione del film “il Tartufo” di Murnau (forse in dvd assieme al film, oppure solo la musica), più in la faremo anche qualcosa di nuovo con Asofy.


(COMINT): Quali i sogni e le aspettative di crescita per il futuro?

(Lucio): Al momento non abbiamo ne sogni né aspettative, solo la voglia di produrre (sia come musicisti che produttori) qualcosa che ci dia soddisfazione e che ci faccia ancora riflettere ed analizzare.

Grazie per averci dato la possibilità di esprimerci, a presto.
info@trazeroeuno.org




GUIDA ALL'ASCOLTO


Un Cri Silencieux – Scarlet room (002 / marzo 2005)

Al pari del primo cd del catalogo pubblicato nella primavera del 2005 - la compilation introduttiva “Paesaggi sonori” contenente 8 tracce per altrettanti artisti - anche questo ep può in qualche modo essere considerato fortemente rappresentativo della famiglia Trazeroeuno poiché tra i sei componenti degli Un Cri Silencieux figurano i nomi di Nicolò Gaj, Matteo Donnini, Stefano de Ponti e Lucio Mondini, praticamente 4 delle menti che dirigono l’etichetta. A loro che sono impegnati dietro chitarre elettriche, basso, batteria ed effetti, si uniscono al microfono anche Oscar Bellesso e Sara Moriconi ed è proprio il contrasto tra le due voci - concreta e profonda quella di lui, dagli accenti fiabeschi quella di lei – ad imprimere sostanza a queste 4 tracce (una cantata in italiano, due con liriche in inglese più un breve brano strumentale). Tra parabole soniche, scansioni progressive e spirali dark c’è spazio anche per il video della title track.



Passo Uno – Presenze o.s.t. (003 / aprile 2005)

Progetto artistico strettamente incentrato sulla sonorizzazione di immagini alla ricerca di nuove esperienze musicali/visuali, i Passo Uno da Milano si presentano in questo ottimo lavoro di debutto come un quintetto composto da Alessandro Bider (violoncello e clarino), Stefano de Ponti (chitarre, effetti), Andrea Avolio (percussioni), Alberto (contrabbasso) e Sandro Musetti (contrabbasso, field recordings). Realizzato da Stefano de Ponti/Nectarstudio in collaborazione con il Settore Cultura del Comune di Vimercate e qui incluso nella parte multimediale del cd, “Villa sottocasa - Presenze” è un documentario di 17 minuti che va ad indagare le linee architettoniche di una villa abbandonata attraverso prospettive di interni ed esterni tutte giocate su contrasti cromatici tra il nero di volte enigmatiche, il bianco della luce che filtra dalle finestre, il rosso e il giallo di muri e mattoni, l’azzurro di un cielo limpidissimo e il verde di prati e fogliame.
La musica, anche dotata di autonoma forza evocativa, va a popolare questi spazi di ricordi e suggestioni: uccelli in volo che disegnano figure geometriche (track #1), pareti graffiate da note di violoncello e levigate da morbidi accordi di chitarra e piatti appena percossi (track #2), cupi stridori in stanze deserte (track #3), melodie lattiginose ad evocare antiche presenze (track #4), rumori d’ambiente amplificati in echi post-rock (track #5), paesaggi bucolici attraverso vetri offuscati (track #6).



Passo Uno – Il passato riemerso (006 / maggio 2006)

Assestata la formazione intorno al nucleo Alessandro Bider/Stefano de Ponti/Andrea Avolio con in più il compagno di scuderia Hue a manipolare un vasto campionario di field recordings, i Passo Uno si ripresentano con questa colonna sonora per il documentario “Memorie di Crespi d’Adda – Il passato riemerso” diretto da Stefano de Ponti e da Michela Mozzanica.
Già “Presenze” era un lavoro di notevole caratura, pienamente rappresentativo delle doti e della sensibilità del gruppo, ma se possibile “Il passato riemerso” risulta persino più emozionante del suo predecessore, fluttuante tra distese labradfordiane, minimalismi elettro-acustici e partiture di classica contemporanea.
La musica dei Passo Uno è una creatura viva che inspira note romantiche di violoncello, arpeggi sgranati di chitarra, vocali e consonanti in assenza di gravità, cinguettii bucolici, grumi di suono rappresi intorno alle pulsazioni del contrabbasso, fruscii ambientali, malinconie iridescenti…
E poi espira pura poesia.



Intersoul – Impressioni (007 / maggio 2006)

Tra i cd qui recensiti, mi sembra che questo ep del trio Intersoul sia quello che ha meno peso specifico: un canonico rock chitarristico avvolto in atmosfere indie-pop per 7 tracce sostanzialmente scontate, con liriche in italiano affidate ad una voce ben impostata ma poco caratterizzata/caratterizzante.
In futuro si potrebbe insistere lungo la direzione accennata dalla conclusiva “Se fosse ancora settembre”, senz’altro il momento migliore di “Impressioni”, là dove gli Intersoul abbassano il volume delle chitarre e soffocano il cantato sotto una coltre di corpuscoli noise andando a creare una certa empatia con l’ascoltatore proprio in virtù del non-detto piuttosto che dell’esplicito a tutti i costi.



Hue – Un’estate senza pioggia (009 / maggio 2006)

Dopo i lavori dei Passo Uno, altra tappa obbligata per quanti vogliano avvicinarsi al catalogo della Trazeroeuno è costituita da “Un’estate senza pioggia”, ultima splendida uscita licenziata dalla label milanese il cui titolo allude all’estate del 2003, destinata ad essere ricordata in Italia e in gran parte d’Europa come una delle più torride dell’ultimo secolo. Proprio in quell’estate, con la colonnina di mercurio in costante ascesa, Matteo Uggeri aka Hue ha affrontato per la prima volta in vita sua una breve vacanza in solitaria, in auto da Medelana in provincia di Bologna giù giù fino all’Abruzzo attraverso la Toscana ed il Lazio. Unici “compagni di viaggio” un microfono ed un minidisc con i quali Matteo ha catturato una serie infinita di particolari ed impressioni come attraverso l’occhio di una videocamera sempre accesa, collezionando strada facendo rumori d’ambiente, versi di animali, scampoli di frasi. Ad un anno di distanza da quel viaggio Hue è ritornato con il suo bagaglio di field recordings a Laterina, vicino Arezzo, proprio dove aveva fatto tappa 12 mesi prima, e qui ha rielaborato e remixato tutto il materiale anche grazie ai contributi di alcuni amici musicisti tra i quali Giuseppe Verticchio aka Nihm e Davide Valecchi aka Aal.
Questa la genesi di un disco che in realtà andrebbe vissuto come esperienza totalizzante piuttosto che raccontato a parole, un vero e proprio diario intimo da sfogliare pagina dopo pagina, un itinerario geografico ma anche esistenziale che traccia luoghi fisici e spazi mentali: ricordi d’infanzia appena sussurrati, il frinire delle cicale liquefatto nell’afa, un’improvvisa quanto momentanea brezza elettrica, un latrato di cani in lontananza, glitches in fermentazione, un canto religioso echeggiante nel ventre fresco di una piccola chiesa del Valdarno, melodie essiccate e sospese nel vuoto, frammenti di dialoghi e possibili monologhi, impalpabili silenzi, sentieri familiari o anche soltanto immaginati.



a cura di Guido Gambacorta



Link correlato: www.trazeroeuno.org


 
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